lunedì 2 agosto 2010

Bologna ricorda i suoi 85 morti. Polemiche per l'assenza di rappresentanti del governo


Oggi l'orologio sulla facciata della stazione di Bologna batterà le 10 e 25 e si fermerà per un minuto. Bologna, i suoi abitanti, tutti gli italiani da Nord a Sud ricorderanno quel sabato 2 agosto 1980, quando una bomba nascosta in una valigia della sala d'aspetto di seconda classe uccise 85 persone. I feriti furono oltre 200.

La firma del terrorismo nero. Sono passati trent'anni da quella tragedia, un attentato sui cui si legge la firma del terrorismo nero. Nel '95 sono stati condannati all'ergastolo quali esecutori dell'attentato i neofascisti dei Nar Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti, mentre l'ex capo della P2 Licio Gelli, l'ex agente del Sismi Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte sono stati condannati per il depistaggio delle indagini. Il 9 giugno 2000 la Corte d'Assise di Bologna ha condannato per depistaggio Massimo Carminati, estremista di destra (nove anni di reclusione); quattro anni e mezzo per Federigo Mannucci Benincasa, ex direttore del Sismi di Firenze, e Ivano Bongiovanni legato alla destra extraparlamentare. Ultimo imputato per la strage è Luigi Ciavardini, con condanna a 30 anni confermata nel 2007.

Trent'anni di polemiche. Come accade tutti gli anni, anche questa volta la commemorazione il momento (anche) delle polemiche. A dimostrare, qualora fosse necessario, che la ferita a trent'anni di distanza ancora aperta. Alla vigilia è giunta infatti la notizia dell'assenza di rappresentanti del governo. la prima volta che accade. Il primo a non voler mancare alla manifestazione era stato Giovanni Spadolini nell'81, l'ultimo, l'anno scorso, Sandro Bondi. Ad aprire la polemica il ministro della Difesa Ignazio La Russa: Cos'è successo gli altri anni? - ha detto - I ministri li avete fischiati. E allora avete già la risposta al perché non viene nessuno questa volta,Il ministro La Russa dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa ai familiari delle vittime che ha insultato. Non solo il governo non si presenterà domani alla commemorazione di Bologna dove si ricorderanno gli 85 morti innocenti, ma si permette anche, con arroganza, di offendere i parenti della strage degli innocenti. Lo afferma, in una nota, il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando. Se ogni anno i ministri vengono contestati perché ancora, a distanza di trent'anni dalla strage, non si è fatta luce piena sui mandanti e sugli esecutori. Chi ha perso un familiare e la cui sofferenza non sarà lenita da nessuno, ma ha il diritto di conoscere la verità. E non sarà l'arroganza di La Russa a ostacolare la ricerca di giustizia. A rappresentare l'esecutivo ci sarà il prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia.


ilsole24ore.com

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