martedì 3 agosto 2010

Pausa per Update 2.0 su piattaforma Wordpress

Il nuovo virtual blogger tornerà presto ;-)

L'energia fotovoltaica costa ormai meno del nucleare?


fotovoltaico-e-nucleare

Secondo uno studio condotto da due ricercatori della Duke University, una delle università più prestigiose e famose degli Stati Uniti con sede a Durham nel Nord Carolina, la risposta è si. Confrontando i costi del fotovoltaico con quelli del nucleare, lo studio afferma che lo storico sorpasso, almeno negli Stati Uniti, è ormai avvenuto.

Si è infatti verificato che negli ultimi anni il costo di un impianto nucleare è cresciuto di 5 volte, mentre lo sviluppo della tecnologia fotovoltaica ha portato il costo dell'energia solare ad una continua diminuzione, fino a costare meno della metà rispetto a 10 anni fa.

In base a questi trend l'energia generata dai nuovi impianti fotovoltaici costa meno di quella prodotta dai nuovi impianti nucleari in corso di progettazione.

Lo studio include i contributi governativi sia per il fotovoltaico che per il nucleare ed arriva a stimare che se le sovvenzioni per il fotovoltaico fossero eliminate il sorpasso sarebbe comunque conseguito, solo con un ritardo di otto /nove anni.

E' importante precisare infine che la ricerca valuta solo l'elettricità generata dal fotovoltaico, senza prendere in considerazione il solare a concentrazione, la tecnologia solare più importante per impianti di grande scala per la sua capacità di stoccare l'energia solare sotto forma di calore e generare energia anche dopo il tramonto.

pienosole.it

Geithner: «L'America si è vaccinata contro la crisi»


«Ce la siamo vista brutta, ma stiamo tornando in sella». Questo è il senso di un commento che il segretario al tesoro americano Timothy Geithner ha scritto per il New York Times. «Welcome to the recovery» (benvenuti nella ripresa ndr.) è il titolo dell'articolo in cui il braccio destro del presidente Obama ha ripercorso le ragioni della crisi e ha indicato alcuni segnali di ottimismo a cui guardare per il futuro.

I recenti dati macroeconomici su consumi e investimenti, che hanno mostrato un incremento seppur lieve sia a livello tendenziale che congiunturale, per Geithner sono dei segnali incoraggianti sulla ripresa negli Usa. Il recente recupero di importazioni ed esportazioni testimonia poi come le aziende americane siano tornate ad essere competitive. Soprattutto in campi molto specializzati come l'hi tech, ma anche nel manifatturiero: l'industria dell'auto, nonostante le vendite non siano esaltanti, è tornata vitale dopo mesi di paura.

Ma è sulla finanza che, secondo il segretario al Tesoro, gli americani si stanno vaccinando. A partire dalle famiglie che ora risparmiano di più e ripagano i loro debiti. «Una svolta importante, dato che è proprio dall'eccessivo indebitamento che è partita la crisi». Quanto alle banche, secondo Geithner, ora sono più solide e competitive e il piano di salvataggio Tarp si è rivelato efficace (perché è costato decisamente meno di quanto prospettato e ha portato ai contribuenti oltre 20 miliardi di entrate).

Certo, resta un punto debole di non secondaria importanza: la disoccupazione. Il mercato del lavoro ha recuperato terreno in questi mesi, ma non quanto il governo americano sperava. Il tasso di senza lavoro resta ai massimi dal 1948 e, in un economia in cui i consumi rappresentano i due terzi del Pil, questo resta un problema grave. L'aspetto paradossale è che in realtà le richieste di lavoro da parte delle aziende sono a livelli record, ma il numero di occupati non sale perché la maggior parte dei disoccupati sono lavoratori poco specializzati. Geithner ne è consapevole è infatti dice: «Dobbiamo fare di tuto perché costoro acquisiscano le competenze per rientrare nell'economia del 21esimo secolo».

ilsole24ore.com

RemoveIT Pro SE


Descrizione

RemoveIT Pro individua e rimuove file pericolosi, spyware, malware, virus, worm, trojan e adware che altri popolari software antivirus non riescono ad eliminare.

hwupgrade.it

Repetita iuvant


Grillo_Sky_6_2010.jpg
Ripetere le cose è fastidioso, dà l'idea di perdere tempo. Può essere talvolta necessario anche se dopo la terza o la quarta volta si alza naturalmente il tono della voce e l'interlocutore dice: "Ma cosa hai da gridare?". La lettura di molte inesattezze pubblicate su vari siti dopo il "Comunicato politico numero 34" rende indispensabili alcune precisazioni: il MoVimento 5 Stelle si presenterà alle elezioni politiche, non Beppe Grillo. Io non mi candiderò. Il MoVimento 5 Stelle ha da tempo un Programma, lo ha pubblicato prima delle regionali e ha come obiettivo la sua applicazione. Il MoVimento 5 Stelle denuncia la truffa dei "rimborsi elettorali" che consente ai partiti di intascarsi un miliardo di euro nonostante un referendum contrario e ha rifiutato 1.700.000 euro per le regionali. Il MoVimento 5 Stelle ha un suo Statuto: il "Non Statuto" con poche regole tra cui: i "candidati saranno scelti fra i cittadini italiani, la cui età minima corrisponda a quella stabilita dalla legge ... che siano incensurati e che non abbiano in corso alcun procedimento penale a proprio carico, qualunque sia la natura del reato ad essi contestato". Il MoVimento 5 Stelle non è di destra, né di sinistra, "non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro... vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi". Repetita iuvant.
Scaricate il Programma e il "Non Statuto"

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Cina, un'isola di spazzatura minaccia la diga delle Tre Gole


(Rinnovabili.it) - Sono delle vere e proprie isole formate da rifiuti di ogni genere e quelle che ormai siamo abituati a vedere fluttuare sulle acque degli oceani. Ora, però, questi grandi ammassi di spazzatura, raccolti dalle correnti e dalle piogge torrenziali che si sono abbattute a luglio sulla Cina, stanno minacciando una diga, quella delle Tre Gole sul fiume Chang Jiang nella provincia del Hubei. A darne notizia sono stati ieri le autorità ufficiali del Paese e i media locali, preoccupati delle pesanti conseguenze che le migliaia di tonnellate di rifiuti potrebbero generare sulla diga. Secondo Chen Lei, funzionario della China Three Gorges Corporation, sarebbero circa 3.000 le tonnellate di spazzatura che si accumulano ogni giorno nella diga, determinando una situazione che crea notevoli difficoltà per la ripulitura del bacino.
“La grande quantità di rifiuti nella zona potrebbe far inceppare uno dei cancelli delle Tre Gole”, è stato l'allarme lanciato da Chen. Alcune immagini della zona mostrano chiaramente la zona in cui si è raccolta la montagna di immondizia che avrebbe ricoperto, ad oggi, una superficie di circa 50.000 metri quadrati. I rifiuti scendono fino a una profondità di circa 60 centimetri e in alcune aree gli strati d'immondizia sono talmente compatti da rendere possibile camminarci sopra. I detriti provenienti dalla grande massa di spazzatura potrebbero anche creare molti problemi alle eliche dei motori delle imbarcazioni di passaggio nella zona e la degradazione dei rifiuti potrebbe compromettere la qualità dell'acqua e il paesaggio.
La diga delle Tre Gole è il progetto di produzione di energia idroelettrica più grande al mondo ed è stato realizzato per arginare le inondazioni lungo il fiume Yangtze, che provocarono oltre 4.000 morti solo nel 1998 e molte altre vittime nel corso dei secoli. La diga, costata 254 miliardi di yuan, circa 37,5 miliardi di dollari, ha provocato il trasferimento forzato di 1,3 milioni di persone per la costruzione del serbatoio.


rinnovabili.it

'Ndrangheta, sequestrati beni per 10 milioni. C'è anche una villa come quella di "Scarface"


CRIMINALITA' ORGANIZZATA

L'operazione della Guardia di Finanza ai danni della cosca degli Alvaro. Quattro lussuose residenze mai dichiarate al catasto e nascoste in zone difficilmente accessibili.

'Ndrangheta, sequestrati beni per 10 milioni C'è anche una villa come quella di "Scarface"

REGGIO CALABRIA - Un sequestro di beni immobili per un valore di dieci milioni di euro. Quattro ville tra cui una villa ispirata al film "Scarface". Tutte proprietà riconducibili a esponenti della cosca della 'ndrangheta Alvaro, di Sinopoli. E' questo il risultato di un'operazione della Guardia di Finanza di Reggio Calabria. La prosecuzione di un'operazione del maggio scorso, sempre a carico degli Alvaro.

Il sequestro e' stato disposto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Dda. I beni oggetto del provvedimento sono quattro ville nel comune di Melicuccà. Il provvedimento, eseguito dal Nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria, rappresenta il seguito dell'operazione "Matrioska", che il 12 maggio scorso portò all'esecuzione di un analogo provvedimento sempre contro la cosca Alvaro, alla quale nel solo 2010 sono stati sottratti beni per un valore complessivo di trenta milioni di euro.

Ville nascoste e mai dichiarate. I beni oggetto del sequestro sono di proprietà del nucleo familiare di Domenico Alvaro, 73 anni, condannato in primo grado a tre anni di reclusione per avere favorito la latitanza del boss Carmine Alvaro, 57 anni, considerato il capo della cosca. L'ingente patrimonio immobiliare, riferisce la Guardia di finanza, abilmente occultato in zone difficilmente accessibili e mai dichiarato al catasto, è stato individuato dai finanzieri attraverso il controllo del territorio, effettuato anche attraverso sorvoli con elicotteri.

Nonostante fosse in possesso di queste ville, Domenico Alvaro risultava essere percettore di redditi di natura agraria e assistenziale di modesta entità. Da queste incongruenze i finanzieri di Reggio Calabria hanno avviato le indagini nei confronti del patrimonio della cosca di Sinopoli. I redditi del 73enne sono, secondo gli investigatori, "palesemente inadeguati a soddisfare, da soli, tali esosi investimenti immobiliari, oggi in sequestro".

Come Scarface. Tra i beni sequestrati c'è anche una villa ispirata a quella del film "Scarface". Un'idea affascinante per gli 'ndranghetisti cosi' come lo era stato per la camorra, visto che una villa simile era stata sequestrata a Casal di Principe al fratello di Francesco Schiavone 'Sandokan'.

 

repubblica.it

Inchiesta sulle bombe del '93, Berlusconi e Dell'Utri indagati per strage


Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri sono iscritti nel registro degli indagati della Procura di Firenze. Per strage. Lo scrive oggi il quotidiano l'Unità, rivelando che il presidente del Consiglio e il senatore Pdl compaiono nel fascicolo numero 11531 del 2009 con generalità protette, "Autore Uno" e "Autore Due", come già successe nella prima indagine sulle stragi del 1993, poi archiviata nel 1998. "Da settimane, forse da mesi", scrive sull'Unità Claudia Fusani, "risultano iscritti nel registro degli indagati della Procura di Firenze che da 17 anni indaga senza sosta sui mandanti occulti di quelle bombe che hanno ucciso sette persone, ne hanno ferite decine e messo in ginocchio l'Italia, che in quella primavera, dopo le bombe che nel 1992 avevano ucciso Falcone e Borsellino, si trovò a un passo dall'abisso e dal golpe".
Il salto di qualità dell'inchiesta è stato determinato innanzitutto dalle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, il boss di Brancaccio, vicino ai fratelli Graviano, poi diventato collaboratore di giustizia. "I Graviano mi dissero che gli attentati di Firenze, Milano e Roma non ci appartenevano. Quello era terrorismo. Ma mi dissero anche che era bene portarsi dietro questi morti, così chi si doveva muovere si sarebbe mosso". E ancora: "Giuseppe Graviano mi disse che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo. Mi parlò di Berlusconi e Dell'Utri: con loro ci eravamo messi il paese nelle mani".
Ora l'indagine di Firenze, coordinata dai sostituti procuratori Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini e dal procuratore Giuseppe Quattrocchi, dopo un anno di lavoro, ha ottenuto una proroga di altri sei mesi. Dovrà trovare riscontri alle dichiarazione "de relato" di Spatuzza sulle bombe del 1993 agli Uffizi, al Pac di Milano, a due basiliche romane e sul fallito attentato allo stadio Olimpico della capitale.


ilfattoquotidiano.it

Le App da Smartphone per le vacanze


Introduzione

In estate molti di noi affrontano un viaggio. Ci sono tanti tipi di turismo, e il viaggio verso luoghi sconosciuti ha sempre molto successo. Si lascia la città di residenza, con zaino o valige, e si cerca un po' di relax, di avventura o di conoscenza in una altro angolo del mondo. La maggior parte di noi nelle prossime settimane passerà almeno da un aeroporto, una stazione ferroviaria, un casello autostradale o un albergo.

Prepararsi al viaggio non è sempre una passeggiata. Bisogna trovare i posti, prenotare, controllare gli itinerari. Insomma, organizzarsi. Un'attività che per alcuni è una fonte di stress molto forte. Generalmente si parte con parecchia carta appresso, tra prenotazioni e informazioni.

Molti non sanno di avere in tasca un oggetto che può essere di grande aiuto in questo momenti, lo smartphone. Potete aggiungere applicazioni di ogni tipo, per gestire voli e prenotazioni, ritardi e itinerari. Un modo semplice e spesso economico di passare una vacanza meno stressante.

Abbiamo dato uno sguardo ad alcune applicazioni molto comuni, diffuse sui principali sistemi operativi. Potete usarle per organizzare il vostro viaggio e raccogliere tutte le informazioni in un posto solo. Arrivare a destinazione senza la sensazione di aver vissuto un'odissea indesiderata è sempre una possibilità invitante, no?

Tutte le applicazioni che seguono sono gratuite, se non è specificato il contrario. Noterete che molte di queste funzionano solo negli Stati Uniti o hanno dati limitati per l'Europa e il resto del mondo. Ve le proponiamo lo stesso proprio perché sono pensate per chi viaggia e non saremo certo noi a dirvi dove andare a trascorrere le vostre vacanze. Queste applicazioni inoltre sono relativamente giovani e non è detto che alla fine dell'estate non ci siano più informazioni disponibili anche per l'Europa e l'Italia. Non dovete fare molto, a conti fatti basta condividere con le comunità di utenti le informazioni che avete, e il resto vien da sé. Buon viaggio.

tomshw.it

Libero: tra la Shoa e il divieto di fumare non c'è nessuna differenza

Shoah
 Il fascismo era roba di sinistra.

 Questo è Nicholas Burgess Farrell, autore di Mussolini: a New Life. Non è finita: Hitler era roba di sinistra. "I nazional-socialisti tedeschi odiavano gli ebrei perché banchieri e piccoli imprenditori, simboli dell'odiato capitalismo". "Non a caso - secondo Farrel - di sinistra sono gli antisemiti mascherati da anti-sionisti, che tutt'oggi odiano Israele e tubano con i fascisti islamici che sottomettono uomini e donne in nome dello Stato".

 Insomma: Mussolini era di sinistra, Hitler era di sinistra, i Gulag erano giustamente roba di sinistra e i dinosauri si sono estinti grazie a un meteorite carico di comunisti. La destra, poverella, è sempre rimasta a guardare. I suoi bambini sono stati divorati da famiglie di orchi rossi. Gli imprenditori sono stati barbaramente perseguitati da quel grandissimo pezzo di Stalin che era il Führer. La bibbia dei fascisti era "Il manifesto del Partito Comunista" e Benito non era altri che il figlio segreto di Karl Marx.

 E dove poteva scrivere, Nicholas Burgess Farrell, se non su Libero? Del resto, il Cavaliere è già in campagna elettorale e per costringere a votare un popolo di destra sempre più amareggiato e deluso lo spettro delle toghe rosse non basta più: bisogna spararle grosse. Mi aspetto di assistere al ritorno del Messia, ricevuto in pompa magna con un altare in noce negli studi di Porta a Porta, che stende le sue mani sulla faccia di bronzo di Arcore pronunciando solennemente: "Silvio, alzati e cammina". O magari, se siamo fortunati, vedremo l'apertura del Mar Rosso  - il mare comunista -, con la divisione delle destre dalle sinistre per consentire l'ascesa del Mosè da Arcore al Colle.

 Sarei disposto ad accettare tutto, perché tutto sarebbe meglio della continuazione dell'articolo di Farrell.

« La Shoah è stata roba di sinistra come lo è il divieto di fumare nei locali pubblici. [...] Diciamolo: c'è un nesso tra l'odio per ebrei e l'odio per i fumatori. HItler e Mussolini odiavano il fumo. E non per niente quelli che vogliono tramite lo Stato  vietare ai cittadini il loro diritto di fumare, bere, mangiare il grasso, ecc., vengono definiti in America "health fascists", cioè: fascisti del salutismo. Da fumatore, ad esempio, io sono costretto ormai a vivere da cittadino di seconda classe per strada anche quando nevica come un cane randagio. Mi manca solo la stella gialla. »

 Propongo una colletta per mandare Farrell in viaggio premio ad Auschwitz, così imparerebbe la differenza tra fumarsi una sigaretta sul balcone e morire gasati dopo essere stati ridotti a grotteschi simulacri di corpi umani.

Canon: stampa digitale Pro e PhotoLab per i partner


Canon partecipando a IPEX 2010 conferma il proprio interesse per il settore della stampa digitale, e in particolare nelle soluzioni per la stampa su grande formato di qualità. Grande attenzione anche al settore dei photoalbum e photobook con interessanti soluzioni dedicate ai partner con il programma PhotoLab

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tvtech.it

lunedì 2 agosto 2010

Mozione di sfiducia a Caliendo, si vota mercoledi


La decisione è arrivata. La mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo sarà votata alla Camera il prossimo mercoledì.  Questa la decisione dopo la conferenza dei capigruppo. Alle 17 è prevista la diretta tv del voto. Domani, invece, alle 11, è  previsto l'esame dei due decreti legge in scadenza relativi all'energia e al traffico marittimo. "La maggioranza e' franata – ha commentato il segretario del Pd Pierluigi Bersani – e dentro la loro crisi c'è tutta la prospettiva di una crisi di governo, perciò innanzi tutto Berlusconi deve venire in Parlamento a dirci come pensa di procedere in questa fase".

Poco prima della decisione i finiani avevano lanciato l'ultimo messaggio al Cavaliere per un patto di fine legislatura. "I cannoni devono smettere di tuonare, da una parte e dall'altra", ha detto Italo Bocchino, deputato di 'Futuro e libertà per l'Italia' ". Quindi ha proseguito: "L'arma del voto immediato è spuntata e rischiosissima, la strada di governi alternativi è impervia e non rispettosa della volontà popolare. Berlusconi deve riflettere bene prima di fare la prossima mossa, soprattutto dopo l'errore di aver sbagliato i conti sulla consistenza delle truppe del presidente della Camera", avverte il deputato finiano. "Soltanto un patto di legislatura può salvare l'attuale assetto bipolare, il governo e la maggioranza".

Sulla sfiducia a Caliendo, è intervenuto il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto per il quale "è inaccettabile la calendarizzazione di una mozione mentre è aperto ancora un procedimento giudiziario. Noi siamo interessati ai due decreti e valuteremo con attenzione i risultati delle mozioni di sfiducia". Caliendo è attualmente indagato nell'inchiesta sulla nuova P2. Per lui l'accusa è di aver violato la legge sulle associazioni segrete.


ilfattoquotidiano.it

P3, interrogato Formigoni


ROMA - Il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, è stato interrogato nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3 dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. "Sono ancora testimone" ha dichiarato al termine delle due ore e mezza di confronto con i magistrati della procura capitolina, sottolineando così di non essere indagato. "Ciò che ho dichiarato al procuratore è coperto da segreto istruttorio - ha detto Formigoni - . Mi sono state rivolte delle domande su fatti sui quali eventualmente fossi a conoscenza. Ma non è mia intenzione rompere il segreto istruttorio". Nell'inchiesta sull'eolico in Sardegna, che ha portato alla luce le presunte attività illecite della P3, Formigoni è stato ascoltato in qualità di testimone circa le presunte pressioni esercitate dal gruppo che faceva capo a Flavio Carboni per la riammissione della lista del governatore alle ultime elezioni regionali in Lombardia.


repubblica.it

Legambiente: cresce l'offerta turistica amica del clima


(Rinnovabili.it) – Sul territorio italiano e nella vicina Costa Azzurra esistono ben 426 strutture ricettive impegnate a difendere l'ambiente coniugando turismo e sostenibilità. A loro e al loro impegno nel risparmiare energia, differenziare i rifiuti, offrire servizi di mobilità sostenibile va l'etichetta ecologica di Legambiente Turismo che, anche per il 2010, è pronta a segnalare le migliori strutture. I criteri di scelta per gli esperti dell'associazione sono: la migliore gestione, la gastronomia, la comunicazione sull'ambiente e il territorio circostante, l'impegno ecologico del personale.
A livello regionale spicca fra tutte l'Emilia Romagna con le 126 strutture "amiche del clima", seguita dalle 51 della Lombardia.
"Il successo crescente dell'etichetta ecologica di Legambiente Turismo - ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - è un segnale forte di quanto sia aumentata in questi ultimi anni l'attenzione nei confronti della protezione e la cura dell'ambiente soprattutto in un settore, come quello turistico, che più di ogni altro deve puntare sulle risorse naturali e paesaggistiche del Paese. L'attenzione verso il risparmio delle risorse e il rispetto del territorio diventano, anche attraverso questa etichetta, un valido strumento di promozione per le aziende ma soprattutto un'ulteriore garanzia di qualità per una clientela sempre più sensibile alla salvaguardia dell'ambiente". Un successo che si è riconfermato nella prima metà del 2010 con oltre 100 nuove iscrizioni e nuovi gruppi sorti in Sardegna, Campania, nelle Marche e nel Salento.

 


rinnovabili.it

A mezzanotte va la Moratti per Milano...



Che la Moratti e suo figlio travestiti ( ma da cosa?) passino le notti nelle vie di Milano tra le prostitute mette una certa inquietudine. Qualcuno avrà cercato di rimorchiarli? E dopo aver visto da vicino Mortizia Moratti si sarà dato alla fuga? Anche così si combatte la criminalità.
"La Moratti apre le porte della sua casa al settimanale "Oggi". "Basta con questa mia immagine di donna fredda e perfettina. Non corrisponde alla realtà. In privato sono allegra, espansiva, solare. E poi ho aspetti che uno non immagina. Sa quante volte mi sono travestita e con mio figlio Gabriele, travestito pure lui, siamo andati di notte in giro per le vie a rischio di Milano, dove c'è droga, prostituzione, delinquenza, per capire che cosa succede veramente e poi prendere provvedimenti?". Lo dichiara il sindaco di Milano Letizia Moratti nello splendido terrazzo della sua casa, tra i suoi cani e i suoi gatti. Nell'intervista la Moratti parla anche della cognata Milly, moglie di Massimo Moratti ("Abbiamo molte cose in comune, soprattutto la passione per il bio"), delle accuse di Celentano ("Quella di voler cementificare Milano è una delle accuse che mi fa più male perché è falsa")..." E a Santa GIULIA HAI MAI FATTO UNA PERLUSTRAZIONE?" mario l., bari

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Per le imprese del Mezzogiorno in arrivo 162 milioni di euro


Il Comitato di gestione del Fondo di garanzia per le PMI, attivo presso il Ministero dello Sviluppo economico, ha reso effettiva la disponibilità di nuove risorse per complessivi 162 milioni di euro, a favore delle imprese del Mezzogiorno che intendono investire in ricerca, sviluppo, competitività ed energia". Lo fa sapere in una nota Claudia Bugno, presidente del Comitato di gestione del Fondo, spiegando che si tratta di 100 milioni di euro provenienti dal Programma operativo nazionale (PON) 'Ricerca e competitività 2007/2013' e di 62 milioni di euro del Programma operativo interregionale (POI) 'Energie rinnovabili e risparmio energetico'.

Le risorse saranno gestite e distribuite tramite l'attuazione delle linee guida predisposte dal Ministero dello Sviluppo economico. A beneficiare delle risorse, destinate a garantire nuovi investimenti in linea con i due programmi approvati dalla Commissione europea, saranno - per la 'riserva PON' - le piccole e medie imprese con sede operativa in una delle 'Regioni Convergenza' (ossia Sicilia, Calabria, Puglia e Campania).
Mentre per la 'riserva POI' a beneficiare dei fondi delle piccole imprese che, sempre attive in queste stesse Regioni, mettano in campo investimenti nel settore delle energie rinnovabili, con particolare attenzione alla promozione di uno sviluppo sostenibile del territorio.

La garanzia del Fondo coprirà gli investimenti effettuati, ad esempio, per la realizzazione di impianti a biomassa, e garantirà tutte le aziende che svilupperanno attività di ricerca per la creazione di nuovi macchinari e dispositivi produttivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

La presidente del Comitato di gestione del Fondo, ha detto che: "dopo la revisione dei criteri di accesso alla garanzia il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese raggiunge un altro importante risultato". Infatti, aggiunge, "rendendo effettiva l'iniezione di nuove risorse si dà ossigeno alle imprese minori sane del Mezzogiorno che scommettono su settori importanti come la ricerca e l'energia pulita, contribuendo al rilancio del sistema produttivo del Sud.

 

2 agosto 2010


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qualenergia.it

UK, tre nuovi finanziamenti all'energia dal moto marino


(Rinnovabili.it) - Il settore che in Gran Bretagna sfrutta l'energia del moto ondoso e delle maree vanta il sostegno di tre nuovi investimenti da parte di Governo e Unione Europea. Si tratta di 1,5 milioni di sterline annunciati dal Ministro degli Affari Mark Prisk a favore del progetto Wave Hub della South West Regional Development Agency (RDA) per la realizzazione, da parte della OPT (Ocean Power Technologies), di un dispositivo PowerBuoy da 500 kW per lo sfruttamento del moto ondoso. "[Questo investimento] consentirà alla OPT di accelerare lo sviluppo della prossima generazione di PowerBuoy, che riteniamo entrerà in competizione con la massiccia produzione di grandi quantitativi di energia generata da combustibili fossili. Esso contribuirà anche a fornire una ulteriore spinta per il settore rinnovabili a lungo termine della Gran Bretagna", ha dichiarato il chief executive dell'OPT Angus Norman.
Un fondo da 7 milioni di sterline proveniente dal Technology Strategy Board e dall'Engineering and Physical Sciences Research Council è stato invece accordato per appoggiare 9 progetti di ricerca e sviluppo per la riduzione e il miglioramento delle prestazioni dei dispositivi di generazione energetica da moto marino e maree, guidati da altrettante aziende del settore in collaborazione con 35 strutture tra università e organizzazioni.

"Il Regno Unito ha una posizione ottimale per lo sfruttamento delle risorse energetiche di onde e maree con tutta la linea di costa che abbiamo" [ma] abbiamo ancora bisogno di dimostrare quali soluzioni tecnologiche siano più adatte all'energia marina e abbiamo bisogno di ridurre il costo dell'energia prodotta", ha dichiarato il Chief executive del Technology Strategy Board, Iain Gray.
Infine un progetto per testare la generazione di energia delle maree al largo della costa del Galles occidentale ha ricevuto la somma di 1,4 milioni dall'UE che, insieme alle 572mila sterline dal Fondo europeo di sviluppo regionale, saranno impiegati per procedere ad uno studio di fattibilità per lo sviluppo della tecnologia DeltaStream e la valutazione del sito Sound Ramsey per il test delle maree. Una volta installato, il dispositivo DeltaStream avrà una capacità di generazione di 1.2 MW testato su un periodo di 12 mesi durante il quale fornirà energia alla vicina comunità di St Davids.


rinnovabili.it

E' arrivato l'arrotino


-"Donne, è arrivato l'arrotino?" è il tormentone estivo che la generazione di "femmine" under 35 probabilmente non ha mai ascoltato. Forse, da piccole, durante le vacanze scolastiche. Personalmente, mi è capitato di sentirlo una volta, un'estate, a Villasanta, (Brianza, tra Monza ed Arcore, da dove vengo), ed è per questo che ne scrivo ora.

Siccome avevo la testa "diversa", quando piccina orecchiai quella canzoncina dell'arrotino (http://www.youtube.com/watch?v=OkMxPkk8iZ4) chiesi a mia madre: "Mamma, ma perché dice donne è arrivato l'arrotino? Perché le donne?".

Ero stata educata come se le femmine fossero uguali ai maschi. E quindi, anche se in effetti erano le femmine di famiglia quelle che stavano più a casa, non avevo collegato. Sarà che mia madre lavorava?. Mia madre rispose: "Perché purtroppo ancora oggi sono le donne ad occuparsi della casa, e delle posate che si rompono".

Era il 1980. E lo spunto per questo ricordo è arrivato dalla frase di Atomant, che nel precedente post commentava "gli Stati Uniti, un paese in cui - almeno nell'upper class - non sono così rare le coppie con trazione integrale nella vita e nella carriera. Differentemente da noi dove - almeno per quello che capita di vedere a me nella generazione di Obama, un po' meno in quella successiva che poi è anche la mia - il grande professionista ha spesso accanto "una bella signora". Che però nella vita non è nient'altro che "una bella signora" appunto. Luce riflessa di cotanto marito".

L'ha scritto benissimo Caterina Soffici, in "Ma le donne no" (Feltrinelli Serie Bianca). Ancora, in Italia, il 48% delle donne è a casa che non lavora. E sono meno dell'1% le donne che guadagnano più dei mariti.

Non stiamo parlando solo di ceto medio. Anche nella cosiddetta classe dirigente, le cose stanno indietro. Riprendendo la frase di Atomant: "in Italia siamo all'accezione della geisha che ti permette di fare carriera. Dietro ad un grande uomo…. C’è sempre …."

Rimasi "basita" quando, parlando con un amico politico della mia età, di successo, di cultura, di sinistra, brillante, parlando della moglie di un collega... dopo tutto il mio panegirico sul fatto che questo collega/amico fosse intelligente, e lei cretina... "ma come fa a stare insieme a una cerebrolesa?" lui mi fermò, e mi disse: "ma è bella, oppure no?".

Io risposi, "ma che c'entra?". E lui di nuovo: "ma è bella, oppure no?". "Certo che è bella", alla fine mi estorse. E lui così: "Questo basta".

Sboom. Non seppi più come rispondere. Ma da quella frase mi si aprì un mondo. Mi accorsi che anche a sinistra, come a destra, la donna è ancora suppellettile. Soprattutto, e questo è triste dirlo, all'interno della classe dirigente.

Per questo, vi lascio con il pensiero delle vacanze: "Donne, è arrivato l"arrotino". Avrei dovuto tirarlo in testa a quel mio amico politico giovane e brillante. Invece sono stata zitta. Ecco il silenzio delle donne, anche di quelle che si credono intelligenti come me. Che quando è il momento di parlare, stanno zitte, perché pensano che tanto le cose non si possono cambiare. E vanno a farsi una piega dal parrucchiere, le mani dalla manicure, la ceretta dall'estetista.

Magra consolazione. Secondo me, tutte queste cose te le puoi fare da sola, senza aiuto: siamo abituate a farle, lo abbiamo visto fare da quando siamo nate, è solo una comodità farlo fare da altri.

A parlare, invece, dobbiamo imparare meglio. Dobbiamo prendere il posto dell'arrotino, e iniziare a cantare. E poi parlare. E nessuno ci insegnerà a farlo bene, e certe volte non sappiamo bene da dove cominciare. A me piace come lo fa Momo, per esempio (http://www.youtube.com/watch?v=KDf9nSJJoV8). Lei canta parole sue. Non parole che i parolieri le hanno messo in bocca.

Buone vacanze!


ilfattoquotidiano.it

Passaparola, lunedi 2 agosto, ore 14.00



Testo:

Buongiorno a tutti, queste puntate estive ci consentono di riflettere, dato che non possiamo seguire l'attualità perché ve l'ho detto, sono puntate registrate alla fine di luglio, danno l'opportunità di chiarire alcuni punti, smentire alcuni luoghi comuni, alcuni slogan che ci vengono sempre raccontati che a furia di essere ripetuti sono diventati dei dogmi di fede, anche se non hanno nessun fondamento nella realtà, ci credono tutti perché non si sente mai un contro canto, un'altra campana.

Separazione delle carriere, moltiplicazione del CSM
Uno dei luoghi comuni più diffusi e ne parlo perché credo che alla ripresa autunnale, non appena avrà sistemato i suoi processi con il lodo Alfano bis, Berlusconi ci metterà mano, ci proverà, è la separazione delle carriere, cos'è la separazione delle carriere?
E' una proposta lanciata per primo da Licio Gelli nel suo famoso piano di rinascita democratica, ripresa da Bettino Craxi, che torna ciclicamente non solo nel clan berlusconiano, ma anche in una parte del centro-sinistra, i presunti garantisti, con il garantismo la separazione delle carriere non c'entra niente, lo vediamo tra un attimo, per stabilire che, chi fa il Pubblico Ministero lo faccia per tutta la vita, chi fa il giudice lo faccia per tutta la vita e non ci possa essere alcuno scambio tra l'una e l'altra funzione, che ciascuno proceda in una carriera separata, sottoposti i PM e i giudici a due Csm separati e che non si possano mai scambiare le due esperienze.
Si dice che è così in tutto il mondo, intanto tutte le proposte sono valide di per sé, non è che c'è un tabù, perché uno dovrebbe essere contrario alla separazione delle carriere? Non è mica scritto nel codice naturale, è una legge umana quella sulle carriere dei magistrati e può essere tranquillamente cambiata, dobbiamo domandarci se ci convenga cambiarla, se ci siano delle necessità che inducano a cambiare il sistema che ha retto in Italia per tutta la fase repubblicana, fino a oggi.
Cosa dicono i sostenitori della separazione delle carriere? Il PM rappresenta l'accusa, il giudice rappresenta una figura terza che deve stagliarsi al di sopra dell'accusa e della difesa e deve decidere, quindi non può essere un collega di carriera del PM, perché altrimenti tenderà a dare ragione al PM che è un suo collega, anziché all'Avvocato difensore, se così fosse dovrebbe risultare dalle statistiche, dovrebbe venire fuori dalle statistiche giudiziarie che ogni volta che un PM chiede qualcosa a un giudice, il giudice gliela dà.
Un appiattimento di questo genere sarebbe una buona prova del fatto che bisogna separarli e metterli su due binari che non si incontrano mai. In realtà dalle statistiche risulta esattamente il contrario, cioè che in 1/3 delle richieste del Pubblico Ministero in fase di indagine e nel 50% circa dei dibattimento, quando il PM chiede la condanna dell'imputato e il giudice deve decidere, il giudice decide diversamente rispetto alle richieste del PM, quindi quando il PM chiede di arrestare uno, il G.I.P. a volte glielo arresta, a volte no, quando il PM chiede di intercettare uno, il G.I.P. a volte glieli intercetta e a volte no, quando il PM chiede di perquisire o ispezionare o cose del genere un qualcuno, a volte il G.I.P. glielo concede e a volte no, quando il giudice deve decidere sulla richiesta di condanna dell'imputato nel dibattimento una volta su due di solito decide in maniera difforme rispetto alle richieste del Pubblico Ministero, quante volte abbiamo saputo di imputati per cui il PM chiede la condanna che vengono assolti, quante volte, meno, ma capita anche quello, il PM chiede l'assoluzione e il giudice condanna, oppure quante volte il PM chiede l'archiviazione e il G.I.P. gli ordina nuove indagini, le statistiche dimostrano che il giudice in media, poi ci possono sempre essere casi diversi, singoli, è autonomo dal PM anche se provengono dalla stessa carriera, che è poi l'ordine giudiziario.
Quindi non c'è nessuna ragione statistica per cambiare il sistema, si dirà: ma può capitare che Giudice e PM si mettano d'accordo, certo può capitare, può capitare che il PM e il giudice siano amici intimi di vecchia data, certo può capitare, come può capitare che il giudice sia amico dell'Avvocato o che il PM sia amico dell'Avvocato o che il PM sia fidanzato di un avvocatessa o che un giudice sia il fidanzato di un avvocatessa o che un Avvocato sia fidanzato di una giudice donna o di una PM donna, può capitare!
In questi casi scattano delle incompatibilità, è bene ogni tanto dare una ripulita, buttare un po' di aria fresca, quindi magari criteri di rotazione, migliore verifica di eventuali incrostazioni che creano un giudice o un PM che sta per troppi anni nello stesso tempo, questo lo deve fare il Consiglio giudiziario in loco che è la longa manus del Csm e nel caso in cui ci siano delle incompatibilità ambientali, mandare via da un'altra parte il Magistrato troppo incistato nel luogo dove ha lavorato per troppo tempo, ma non è separando giudici e PM che si otterrà la sicurezza che l'uno non dà ragione all'altro perché è amico o perché è collega suo, perché le amicizie come nascono tra magistrati possono nascere tra Avvocati, frequentano tutti lo stesso ambiente anche se provengono da carriere diverse.
Senza contare che abbiamo visto molte sentenze aggiustate a causa di Avvocati di imputati eccellenti che si compravano i giudici, quindi in quel caso si sarebbero dovute separare le carriere degli imputati da quelle dei giudici o i conti Svizzeri degli imputati da quelli degli avvocati loro da quelli dei giudici.
Poi c'è un difetto logico in questa impostazione, di dire che per ottenere un giudizio equo il giudice non deve essere collega del PM, perché non basta mica separare la carriera del giudice da quella del PM, noi in Italia abbiamo 3 gradi di giudizio e 4 fasi di giudizio, l'udienza preliminare dove il PM si rivolge al G.I.P. per far rinviare a giudizio o condannare con rito abbreviato o con il patteggiamento l'imputato, poi c'è il dibattimento dove il PM si rivolge a un giudice monocratico per i reati lievi e a collegio di 3 giudici per i reati più gravi, poi c'è il processo d'appello dove il procuratore generale, che è il pubblico Ministero della Corte d'Appello, si rivolge a 3 giudici di appello, in caso di reati di sangue c'è la Corte d'Assise d'appello dove ci sono due giudici di professione togati e poi ci sono i giurati popolari, quelli con la fascia tricolore, presi a sorte tra i cittadini e infine c'è l'ultimo giudizio, quello di legittimità davanti alla Cassazione, dove il Procuratore generale, che è il PM davanti alla Cassazione, si rivolge a un collegio di 5 giudici o addirittura quando ci sono le sezioni unite di 9 giudici.
Non basta separare i PM dai giudici, bisognerebbe anche separare i giudici di primo grado da quelli del G.I.P. e i giudici di secondo grado da quelli di primo grado e i giudici di Cassazione da quelli d'appello, perché? Perché se è vero che un giudice soltanto perché è della stessa carriera del PM gli dà sempre ragione, sarà anche vero che il giudice d'appello tende a dare sempre ragione al Giudice di primo grado e allora che lo fai a fare l'appello se tanto il giudice d'appello se la intende con quello di primo grado e conferma quello che ha deciso quello di primo grado? E che lo fai a fare il ricorso in Cassazione se i giudici di Cassazione sono colleghi dei giudici di appello e quindi sono portati per colleganza a dare ragione ai giudici di appello? Vedete che bisognerebbe fare almeno una dozzina di carriere di magistrati: una per i pubblici Ministeri, una per i procuratori generali d'appello perché altrimenti ricalcano le richieste dei pubblici Ministeri di primo grado, una per i procuratori generali di Cassazione, altrimenti dicono la stessa cosa che hanno detto i PM in primo grado e i PG in appello, poi ci vuole una carriera per i G.I.P. che seguono le indagini, poi una carriera per i Gup che giudica sulle indagini e vanno o al rinvio a giudizio, oppure al proscioglimento o all'archiviazione o alla mancata archiviazione.
Poi ci vuole una carriera per i giudici di primo grado, poi anche una per il riesame, perché il riesame è quello contro il quale tu ricorri contro le decisioni del G.I.P., mica può essere della stessa carriera il riesame con il G.I.P., no darà ragione al G.I.P. e tu che lo fai a fare il ricorso al Tribunale della libertà; poi ci vuole una carriera per i giudici di appello e poi ci vuole una carriera per i giudici di Cassazione e speriamo che il processo finisca lì, perché sapete che molto spesso il processo torna indietro dalla Cassazione per un altro appello e quindi bisognerebbe avere dei giudici di una carriera diversa rispetto a quelli del primo appello per fare il processo di secondo appello e poi dato che il processo ritorna in Cassazione, ci vorrebbero addirittura due carriere di giudici di cassazione perché possano giudicare nel primo giudizio di Cassazione e nel secondo giudizio di Cassazione e vedete che arriviamo a 12 carriere, è una follia!


PM sceriffi in Portogallo
Si può partire dal sospetto che uno solo perché è collega di quell'altro, gli dà sempre ragione? Ma lo sappiamo nella nostra vita quotidiana, sono giornalista, non sono portato a dare sempre ragione ai giornalisti, ma ne critico tantissimi, criticano me tantissimi giornalisti eppure facciamo la stessa carriera!I dentisti si danno tutti ragione? No assolutamente, c'è sempre quello che pensa di essere più bravo dell'altro e dice: sono meglio di lui, quindi non esiste questa storia per cui 9/10 mila giudici in Italia, dato che arrivano tutti dalla stessa carriera si danno tutti ragione tra di loro e le statistiche lo dimostrano, quante volte in appello viene cambiata la pena, nel caso in cui venga confermata la condanna, oppure viene ribaltata la sentenza di primo grado e quante volte la Cassazione annulla un giudizio di primo grado, per cui avendo 3 gradi di giudizio, facendo vedere gli stessi processi a tanti occhi diversi, è ovvio che il giudice dovendo decidere in coscienza, può avere una coscienza diversa da quella di un altro giudice, spessissimo capita che ci siano dei giudici che pensano di avercelo più lungo degli altri e che quindi cosa fanno? Fanno le pulci ai loro predecessori, a quelli che sono venuti prima, si divertono addirittura arrivando al parossismo dei giudici cavillosi come Carnevale che si "divertiva" a annullare le sentenze dei colleghi, solo perché avevano dimenticato un timbro, un numero di pagina o perché non avevano notificato un atto a non so chi!
Si dirà: ma siamo gli unici che non hanno la separazione delle carriere e quindi facciamo come gli altri, non è un buon motivo, naturalmente, non è che soltanto perché siamo gli unici, dobbiamo abdicare al nostro sistema, dobbiamo prima definire se è meglio il nostro o è meglio quello degli altri e poi non è vero che tutti gli altri paesi hanno la separazione delle carriere, non è vero che negli altri paesi chi fa il PM non possa fare il giudice e chi fa il giudice non possa poi fare il PM, anzi da quasi tutte le parti c'è interscambiabilità tra i due ruoli, in Francia i giudici e i PM appartengono a una sola carriera, come in Italia, ma il PM dipende dal governo, dall'esecutivo, anche se poi a garantire l'autonomia delle indagini c'è il giudice istruttore che invece è indipendente dal potere politico, però è chiaro che se il PM sotto controllo politico non ti avvia un'indagine, tu giudice istruttore come fai a recuperarla? Quindi è molto meglio il sistema italiano, dove anche il PM è indipendente, fa parte dello stesso ordine giudiziario, perché? Perché è semplice, la nostra il costituzione da questo punto di vista è perfetta, se la legge è uguale per tutti e tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, questo principio deve essere garantito dal fatto che il Magistrato, il PM deve essere obbligato a coltivare le notizie di reato, purché siano minimamente fondate, che gli vengono denunciate o dai cittadini vittime di reati o dalla Polizia giudiziaria, oppure che lo scoprono loro, i magistrati facendo le loro indagini, se potessero scegliere quali fare e quali no, non sarebbe più uguale la legge per tutti, perché? Perché il giudice sceglierebbe a capocchia cosa coltivare e cosa no.
Il corollario di tutto questo è che i giudici e anche i PM devono essere indipendenti, perché se dipendi dal governo e il governo dice al PM: tu quell'indagine non la fai, il PM l'indagine non la fa e quindi la legge non è più uguale per tutti, perché il PM coltiva soltanto le notizie di reato che fanno comodo al governo!
Per questo è un sistema armonico, perfetto che non si può toccare perché se si tocca un elemento viene giù tutto e noi ci dobbiamo affezionare ai valori costituzionali perché è un interesse del cittadino l'indipendenza della Magistratura tutta, di chi promuove le indagini e di chi poi giudica su quelle indagini.
In Belgio è come il Francia, c'è un giudice istruttore indipendente anche in Spagna, lì le carriere sono separate, la Spagna è un raro esempio di carriere separate e naturalmente il PM è sottoposto all'esecutivo, dipende dal governo, in Germania e in Olanda, i giudici e i PM fanno un percorso di formazione unitario, dopodiché le loro strade si biforcano, ma nessuno vieta a chi è andato a fare il giudice di passare a fare il PM e viceversa, è molto frequente che si passi dall'una all'altra carriera, in Gran Bretagna non ci sono i PM, l'iniziativa penale la prende la polizia e quindi è tutto sotto il controllo del Governo.
Negli Stati Uniti non ci sono sbarramenti tra il Pubblico Ministero e il Giudice anche se lì il sistema è molto diverso perché ci sono addirittura i magistrati elettivi. In Portogallo è molto interessante il caso del Portogallo perché all'inizio, in origine le carriere dei giudici e dei PM erano separate, poi il dittatore Salazar le ha riunificate, perché? Perché gli faceva comodo averle tutte nello stesso ordine per metterci le mani sopra, quando è arrivata la rivoluzione dei Garofani nel 1974 e ha liberato il Portogallo dal regime, ha subito separato i giudici e i PM e li ha resi indipendenti, sistema cioè come in Italia, cos'è successo? Che separati gli uni degli altri, separati i PM dai giudici, i PM sganciati dalla cultura dell'imparzialità che deve avere il giudice sono diventati delle iene, delle specie di mastini ferocissimi, un po' giustizialista come si direbbe in Italia, popolarissimi perché sono quelli che mettono dentro la gente e poi se quella gente viene scarcerata o assolta dicono: eh, avete visto, noi li ficchiamo dentro e poi arriva il giudice e li mette fuori, quindi sono diventati un pericolo pubblico anche per i politici che pensavano che separando le carriere avrebbero indebolito i PM, in realtà li hanno rafforzati, hanno creato una casta di mastini, di persecutori, quasi, perché? Perché non avevano più la cultura comune con quella dei giudici, per questo in Italia è importante che restino i PM dentro l'ordine giudiziario, perché il mestiere del PM e quello del giudice, non è molto diverso, nel processo svolgono due funzioni separate: uno chiede e l'altro decide, uno propone e l'altro dispone, uno indaga e l'altro giudica, ma l'obiettivo comune è la ricerca della verità, il PM la cerca e il giudice la fissa, la stabilisce, la sentenzia, ma il loro obiettivo è la verità, il PM non ha il cottimo sulle condanne, il PM buono non è quello che fa condannare tanta gente, è quello che fa condannare tanti colpevoli, non tanta gente purché sia, l'importante è avere un colpevole, no devi avere il colpevole vero e quindi può esistere un PM magnifico, bravissimo, anche se non fa mai condannare nessuno, perché? Perché ogni volta si convince che quello che ha preso non è il vero colpevole e quindi un buon PM deve chiedere l'archiviazione e poi l'assoluzione della persona se non è arciconvinto che quella persona sia colpevole, non vengono giudicati dal numero delle persone che fanno condannare i magistrati, ecco la differenza tra i poliziotti e i magistrati, sono due funzioni importanti entrambe, ma il poliziotto viene giudicato dalle statistiche, ogni anno i poliziotti vengono premiati in base al numero di blitz, di persone che hanno arrestato, di droga che hanno sequestrato, il magistrato no, il magistrato non deve far condannare tanta gente pur di risolvere un caso, no, deve far condannare quelli giusti!



Il Pubblico Ministero cerca la verità, non la condanna
Il suo obiettivo è la verità, verità che verrà accertata dal giudice, ecco perché devono far parte della stessa carriera, perché devono formarsi entrambi non alla cultura della polizia, ma alla cultura dell'imparzialità.Devono saper giudicare le prove, saper giudicare le persone, saper distinguere i colpevoli dagli innocenti e saper distinguere quelli sui quali ci sono le prove e quelli sui quali forse c'è il sospetto che siano colpevoli ma non ci sono le prove e quindi non possono essere condannati, noi separando le carriere ci avvicineremmo al modello del Portogallo post Salazar, cioè magistrati indipendenti, PM e giudici, ma separati con i PM che, non avendo più la cartiera e la cultura comune con il giudice, perdono di vista l'obiettivo dell'imparzialità e della verità e vanno in cerca di risultati, vanno in cerca di tante perquisizioni, arresti, condanne e se non ottieni la condanna ti metti a sbraitare di fronte all'opinione pubblica dicendo: avete visto i giudici? Sono troppo buonisti, assolvono la gente colpevole, no, il tuo obiettivo è quello di cercare la verità, il PM non è la pubblica accusa, non è vero che il PM è l'Avvocato dell'accusa come ripete Berlusconi, l'Avvocato dell'accusa non esiste nel nostro ordinamento e meno male che non esiste perché se viene preso un innocente, il PM ha il dovere di scoprirlo innanzitutto lui, prima ancora del giudice, prima ancora di portarlo davanti a un Tribunale che il tizio è innocente, è una tutela per noi cittadini, il vero garantista vuole un PM con la cultura del giudice, vuole un PM che la chiude subito un'inchiesta se si rende conto che i poliziotti hanno preso la persona sbagliata, poi può sempre sbagliare e è per questo che abbiamo vari gradi di giudizio e non è che ogni grado di giudizio, se cambia il giudizio da un grado all'altro, allora vuole dire che quelli di prima hanno sbagliato, vuole dire spesso che quelli di prima hanno valutato diversamente lo stesso materiale delle prove, l'errore giudiziario è quando proprio sbagli persona! Ma attenzione a non confondere il compito dell'Avvocato con quello del PM, l'Avvocato ha il dovere professionale di far assolvere il suo cliente, sempre, di tirarlo fuori dai guai sempre, non gli deve interessare se il suo cliente è innocente o colpevole, lui lo deve difendere al meglio! Anche se in cuor suo sente che l'imputato è colpevole, lui lo deve far assolvere e se non se la sente deve rinunciare al mandato, non può esistere un Avvocato che si convince che il suo cliente è colpevole e chiede la condanna, commette una gravissima infrazione disciplinare, viene sbattuto fuori dal suo ordine, un Avvocato che non tutela gli interessi del cliente, il magistrato deve tutelare gli interessi della collettività, quindi se si rende conto che ha sbagliato o che non ci sono le prove, ha il dovere di chiedere al giudice che questa persona venga liberata e prosciolta, perché? Perché non è l'Avvocato dell?accusa, è l'Avvocato dei cittadini, è l'Avvocato della verità, nessuno lo paga per far condannare o per far assolvere qualcuno, è lui che deve decidere in coscienza e in scienza sulla base del materiale che ha raccolto se l'indagato è o non è colpevole e se non è colpevole è lui il primo che lo deve salvare.
Non ci può essere un paragone tra il ruolo dell'Avvocato difensore che è un ruolo privato, è una parte privata, pagata dal suo cliente che deve fare di tutto per salvare il suo cliente e il magistrato deve semplicemente chiedere al giudice di stabilire la verità, non ha né il dovere di far condannare, né il dovere di far assolvere, non lo paga nessuno per rappresentare un interesse di parte, un interesse privato, rappresenta tutti e infatti si chiama "Pubblico Ministero" è il nostro primo scudo in un processo penale, prima ancora dell'Avvocato se il PM è onesto e sa fare bene il suo mestiere, provvederà lui a trovare le prove che la persona non c'entra niente, se poi qualcuno non lo fa, vuole dire che sta facendo male il suo lavoro di PM, ma quando avremo le carriere separate, se il PM verrà lasciato indipendente dal governo rischierà quella deriva portoghese che vi ho detto prima, di diventare una specie di braccio armato della Polizia e allora ti saluto le inchieste sulle forze dell'ordine, sui servizi segreti, sui poliziotti che picchiano a Genova o a Napoli, sui Carabinieri che trattano con la mafia o trafficano in droga, te le saluto se il PM diventa la longa manus delle forze dell' ordine e ti saluto i diritti del cittadino, perché se non c'è più niente tra noi e le forze dell' ordine, non c'è più un organo imparziale che fa da cuscinetto, si salvi chi può, il vero garantista vuole, in Italia che il sistema rimanga così, che si puniscano magari i magistrati che lavorano male, o che lavorano poco o che non sono imparziali, ma che si lasci il principio dell'indipendenza del PM dall'esecutivo e anche il principio della sua formazione comune con il giudice, anzi molto meglio e qui c'è una raccomandazione del Consiglio d'Europa del 30 giugno 2000, che chiede agli Stati di fare come in Italia, gli stati ove il loro ordinamento giudiziario lo consente, adottino misure per consentire alla stessa persona di svolgere le funzioni di PM e poi di giudice e viceversa e questo per la similarità e la complementarità delle due funzioni, quindi non è vero che il resto d'Europa va in controtendenza, il resto d'Europa va verso il modello italiano e l'Italia che può vantare una volta nella vita di avere inventato qualcosa di buono, sta cercando da anni di abbandonare questo sistema.



Il PM che ha fatto il giudice è un migliore PM, rispetto a uno che ha fatto solo sempre il PM perché sa valutare il valore di una prova e il giudice che ha fatto il PM è un miglior giudice rispetto a quello che ha sempre e soltanto fatto il giudice perché riesce a compenetrarsi nel lavoro del PM e quindi anche lui riesce a valutare meglio com'è nata una prova e quindi che valore dare a una prova e alla fine ci guadagniamo noi, tutti i cittadini, passate parola!

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Alcol zero per chi guida il Suv con barca al seguito. Le nuove regole sulla strada per chi va in vacanza


Manda le domande ai nostri esperti per dubbi e chiarimenti sul nuovo Codice della strada. Oggi, sul Sole 24 Ore del lunedì in edicola, tutte le novità e la mappa aggiornata di punti e sanzioni.

Si parte per le vacanze con una regola e si torna con un'altra. L'entrata in vigore "a scaglioni" della riforma del Codice della strada (legge 120/10) complica la vita di chi guida e di chi lo controlla. Anche perché le novità non riguardano solo viaggi, ma anche i banali spostamenti per andare in spiaggia o a una festa. E dietro l'angolo possono nascondersi brutte sorprese: nelle pieghe della legge ci sono anche inasprimenti finora sfuggiti alle cronache e, forse, persino alla volontà del legislatore.

È il caso dell'alcol zero, che si applica non solo a giovani e conducenti di professione, ma talvolta pure a chi guida un Suv portandosi dietro, per esempio, la roulotte o il motoscafo: la particolare formulazione della norma fa rientrare nel divieto assoluto di bere alcolici anche le auto che trainano rimorchi diversi dai carrelli appendice (quindi caravan e carrelli Tats - trasporto di attrezzature turistiche e sportive), se il peso totale a pieno carico del complesso supera le 3,5 tonnellate. Fanno fede i valori di massa complessiva riportati nelle carte di circolazione. In pratica, è il caso di grandi Suv e camper abbinati a certi rimorchi, che possono essere guidati solo con la patente C o BE, non con la B normale.
In compenso, c'è clemenza per chi va in bici: abolita la stretta dell'estate scorsa, che aveva esteso l'applicabilità delle sanzioni accessorie (decurtazione punti, sospensione patente) alle infrazioni commesse con un mezzo che non richiede licenza di guida. Una retromarcia dovuta non solo alla difficoltà di sapere se il ciclista è patentato, ma anche alla probabile incostituzionalità. Che però non ha indotto a prevedere una sanatoria per il pregresso: chi ha subìto tali sanzioni può solo tentare un ricorso, se non sono ancora passati 60 giorni dalla notifica del verbale. Della stretta del 2009 restano le sanzioni accessorie ai maggiorenni alla guida di motorini (sia che abbiano la patente sia che abbiano il patentino).


ilsole24ore.com

Problemi di surriscaldamento della scheda video con Starcraft 2?


Starcraft 2, l'attesissimo sequel di uno degli RTS più acclamati degli ultimi anni, è da pochi giorni disponibile sugli scaffali dei negozi e sugli store online, tuttavia sul nuovo capolavoro di Blizzard Entertainment sembra stia calando l'ombra di un problema tecnico piuttosto rilevante.

Secondo quanto riportato da Adam Biessener su Game Informer, pare infatti che Starcraft 2 possa in particolari circostanze causare la rottura della scheda video, proprio com'è accaduto alla povera GPU del suo portatile.

Stando alle informazioni presenti sul sito del supporto tecnico di Blizzard, pare che il problema sia noto e dovuto al fatto che nelle schermate particolarmente povere di dettagli, come ad esempio nei menù, la GPU viene spinta al massimo per ridisegnare continuamente l'immagine video a ritmi vertiginosi.

Nei computer dotati di un sistema di raffreddamento inadeguato o ostruito dalla polvere tutto ciò causa un surriscaldamento eccessivo che può portare alla rottura della scheda video. Blizzard al momento sta studiando il problema e in attesa di rilasciare una soluzione definitiva, suggerisce di aggiungere le seguenti linee al file di configurazione "\Documenti\Starcraft II\variables.txt" per limitare il framerate del gioco:

frameratecapglue=30 frameratecap=60

Una piccola considerazione dovuta: in condizioni normali le schede video prevedono un meccanismo di protezione in caso di temperature troppo elevate al fine di evitare danni alla GPU, ma sui notebook gli spazi dove collocare la componentistica hardware sono cosi ristretti che alcuni elementi piuttosto delicati come i condensatori rischiano di rimanere comunque danneggiati.


hwupgrade.it

Niente talk-show estivi. La politica solo sui tg


RAI

Il dg Masi incontra i direttori e sceglie di non riaprire i salotti televisivi per seguire la delicata situazione politica nata dopo lo strappo tra Fini e Berlusconi. Floris: "Peccato, Ballarò era gia pronto". Minzolini: "Allungheremo la durata delle nostre edizioni"

Niente talk-show estivi La politica solo sui tgIl direttore generale Rai Mauro Masi

ROMA - Sulle reti Rai, gli approfondimenti sull'attuale complessa fase politica saranno affidati per tutta l'estate ai tg, non c'è alcuna necessità di far ripartire i talk-show. Questa la conclusione di due ore di riunione a viale Mazzini fra il direttore generale Mauro Masi e i direttori di telegiornali e giornali radio, convocati per decidere quella che la nota riassuntiva dell'incontro definisce "l'informazione aperta per ferie" del servizio pubblico. Anche e soprattutto alla luce della delicata situazione del governo.

Una soluzione ritenuta, spiega la nota di viale Mazzini, "coerente con precedenti analoghi" e in grado di "garantire il pluralismo". Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ha precisato che "è previsto, invece, un allungamento della durata del tg per consentire gli approfondimenti".

"I direttori delle testate - fa sapere la Rai - potranno chiedere ampliamenti degli spazi previsti e, se necessario, anche variazioni di orario nei palinsesti". Le richieste di approfondimento potranno essere presentate alla vicedirezione generale per il coordinamento dell'offerta radiotelevisiva, che le sottoporrà a un doppio vaglio: prima del vicedirettore Marano, chiamato a coordinare le iniziative fra le diverse testate, e poi a quello del direttore generale Masi, che dovrà dare il suo "placet".

Il conduttore di Ballarò, Giovanni Floris, che aveva preparato una puntata speciale del programma da mettere in onda martedì, ha commentato con amarezza la decisione della Rai: "Peccato, un vero peccato - ha detto - La puntata era pronta, avevamo coinvolto ospiti autorevoli, con dei bei servizi da far vedere. Come sempre sarebbe stata una puntata rigorosa ed equilibrata. Secondo noi un'ottima puntata". Polemico il direttore di RaiTre, Paolo Ruffini: "In una riunione alla quale non sono stato invitato è stato deciso di vietare la messa in onda, al posto di una replica del circo, uno speciale di Ballarò". Secondo Beppe Giulietti di Articolo 21, "Il direttore Masi allo speciale di Ballarò preferisce il circo, vera metafora della situazione attuale", e ugualmente critico è il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo, secondo il quale quella di oggi "è proprio una Rai diversa da quella di una volta. Ormai prevale la visione burocratica anche di fronte alla notizia".

Intanto, su RaiDue riapre stasera lo spazio "Punto di vista": "Lo gestiremo insieme al Tg2 - ha detto il direttore della testata, Mario Orfeo - l'orario è da definire, aspetto il via libera dal coordinamento palinsesti".

Controcorrente il giudizio di Giorgio Merlo, Pd, vice presidente della commissione vigilanza Rai: "Al servizio pubblico si chiede di informare adeguatamente i cittadini su ciò che sta capitando nella politica italiana - ha detto - Un'informazione che deve essere garantita puntualmente e senza attenuanti o sotterfugi. Ritengo francamente stucchevole, nonchè singolare e curioso, che la vera informazione in Rai la offrono solo i talk show. Se così fosse allora potremmo chiudere definitivamente tutti i Tg, tutte le rubriche dei Tg, e tutti gli spazi di approfondimento delle varie testate giornalistiche. Francamente mi pare una sciocchezza".



repubblica.it

Comparativa Memory Card: Compact Flash da 8 a 64 GB


Introduzione

In commercio si trovano diversi formati di schede di memoria, ma in ambito professionale tutti scelgono le CompactFlash, caratterizzate da un alta velocità nel trasferimento dati. Oggi prendiamo in esame alcuni differenti prodotti da Lexar, Samsung, SanDisk, Silicon Power e Transcend, con una capacità di memoria fino a 64 GB e una velocità fino a 600x (90 MB/s).

Strumenti professionali come le fotocamere digitali SLR (Single Lens Reflex) richiedono prodotti professionali per la memorizzazione. Le memorie CompactFlash raggiungeranno presto la capacità di 128 GB, ma i modelli più veloci non sono i più capienti. Abbiamo richiesto alcune delle più veloci schede di memoria CompactFlash, ricevendo per lo più modelli da 16 GB (abbastanza capienti). Le abbiamo testate per verificane le potenzialità.

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La misura della velocità per le schede di memoria deriva da quella usata con i CD audio, 150 KB/s. Questo valore viene preso come punto di riferimento, vale a dire che equivale alla velocità 1x. L'ultima generazione di schede CompactFlash ad alte prestazioni raggiunge i 600X di velocità di trasferimento (90 MB/s). Esistono anche alcuni prodotti con una velocità dichiarata di 667x, ma sono ancora difficili da trovare.

Le memorie CompactFlash sono disponibili in due formati, Tipo I e Tipo II. Le schede di Tipo II possono essere spesse fino a 5 mm, quelle di Tipo I sono limitate a 3.3 mm. La maggioranza delle memorie CompactFlash è di Tipo I. Questa distinzione non è rilevante per le prestazioni, ma ci si attende che le future revisioni dello standard (dopo la versione 4.1) si baseranno sull'interfaccia seriale. Al momento tutti i prodotti hanno un'interfaccia UltraDMA. L'interfaccia UltraDMA/133, introdotta dallo standard 4.0 per CF, ha messo le basi per le attuali prestazioni delle schede di memoria. Un rinnovamento dovrebbe portare a risultati sempre migliori.



tomshw.it

La dimora del Principe Carlo si tinge di verde


(Rinnovabili.it) - Clarence House si trasforma in edificio fotovoltaico. Il piano che ha per protagonista la residenza londinese del Principe Carlo è stato approvato dai Consiglieri e dai Pianificatori dell'Autorità centrale della capitale inglese.
Secondo il progetto verranno istallati 32 moduli fotovoltaici sul tetto dell'edificio, per la produzione di 4000 kWh, sperando che il virtuoso esempio dell’erede Windsor serva come input per la progettazioni di ulteriori interventi a favore dello sviluppo delle energia rinnovabili.
“L’installazione di moduli solari sul tetto di Clarence House sarà l’ultimo di una serie di progetti a favore delle tecnologie rinnovabili intrapresi dalla famiglia di Sua Altezza Reale il Principe di Galles”, ha riferito un portavoce.
Proprio lo scorso sabato il Principe Carlo ha esortato la popolazione ad affrontare con fiducia una delle sfide maggiori mai proposte all'umanità: realizzare un futuro che sia più sostenibile senza vedere le necessarie manovre come una minaccia alle proprie finanze o alla qualità della vita. Piccoli ma quotidiani accorgimenti possono fare tanto per la salvaguardia delle risorse, sembrano essere state queste le parole di Carlo d'Inghilterra.
Saranno questi i temi centrali della manifestazione organizzata dalla casa regnante per il prossimo settembre, giorni in cui la dimora reale sarà per la prima volta aperta al pubblico in occasione del Garden party to make a difference a sostegno dello sviluppo sostenibile e dell'adozione di pratiche eco-compatibili.
Una delle iniziative più curiose riguarderà però il riutilizzo delle tende di Clarence House. Drappi dismessi che verranno utilizzati per realizzare borse d'autore, in linea con quanto previsto dal progetto ‘Morsbags’, ideato della stilista Claire Morsman anni addietro. in questa occasione verranno offerte agli ospiti della manifestazione una linea di borse per la spesa realizzate con materiali di scarto affinché servano da invito all'uso razionale delle buste di plastica.


rinnovabili.it

Come registrare le radio online

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Dall'8 al 10 Settembre torna il PV Rome Mediterrean


pvr-2010

E' giunto alla sua quarta edizione il Salone Internazionale delle Tecnologie Fotovoltaiche per il Mediterraneo e per quest'anno sono previste 250 aziende partecipanti a quello che è ormai uno degli appuntamenti importanti in cui gli esponenti del mondo industriale, delle istituzioni e della ricerca discutono delle possibilità e delle opportunità del settore fotovoltaico.

In Italia il settore è in grande sviluppo tanto che per fine 2010 si stima che saranno raggiunti 1.500 MW di potenza installata e circa 100.000 impianti.

Oltre agli espositori che presenteranno prodotti, equipaggiamenti, linee produttive, materiali e sistemi per l'uso dell'energia fotovoltaica, PV ROME MEDITERRANEAN prevede un qualificato programma di conferenze, workshop e tavole rotonde in cui saranno dibattute le tematiche di maggior attualità del settore.

L'evento avrà luogo in contemporanea con CSP Expo - Salone del solare termodinamico, CO2 Expo - Salone del mercato dei crediti di carbonio, CCS Expo - Salone dedicato alla cattura e allo stoccaggio di CO2, Geoenergy Expo - Salone dell'Energia Geotermica, e Eco House - Salone dedicato al risparmio energetico nell'ambito della casa.


pienosole.it

Chevrolet scommette sul 13


Sette novità nel 2011 per allargare la gamma di prodotti in Europa da otto a 13 modelli e raggiungere il milione di auto vendute pari al 5% di quota di mercato entro nel 2015 consolidando il ruolo di Chevrolet come marchio portante globale di General Motors, con 3,5 milioni di unit nel 2009, il 62% lontano dagli Usa. Parola di Wayne Brannon, presidente e amministratore delegato da gennaio 2006 di Chevrolet Europe che nel 2009 ha venduto 426.018 unità guadagnando una quota del 2,3%, cresciuta di un altro punto nei primi 6 mesi del 2010 grazie anche ai risultati conseguiti in Italia che rappresenta il primo mercato dell'Europa Occidentale per Chevrolet nonostante la fine degli incentivi per il Gpl, sul quale la Croce Dorata ha sempre puntato e che rappresenta ancora il 50% del suo immatricolato attestatosi a 20.687 unit (-27,9%) nel primo semestre 2010, pari all'1,78% di quota.

Di queste, oltre 12mila sono Spark e 2.700 Cruze, una sorpresa. E pensare che non volevamo neppure lanciarla in Italia ricorda Brannon ben sapendo che il nostro mercato ha sempre mal digerito le berline tre volumi.I risultati dunque ci sono, ma occorre raddoppiare i volumi in Europa da qui al 2015. La ricetta di Brannon molto semplice: La nostra quota nei mercati più ricchi, quelli occidentali che rappresentano il 75% dei volumi, dell'1,1% perché con la nostra gamma copriamo il 29% dei segmenti, ma entro il 2015 saliremo al 66% considerando i nuovi modelli, le nuove carrozzerie e i nuovi motori che avremo in gamma.

La strategia sempre la stessa e si chiama value for money: offrire la migliore tecnologia al minor prezzo possibile.Quali sono i nuovi modelli? Ne vedrete sette al Salone di Parigi e saranno lanciati tutti entro il 2011, conferma Brannon citando per primo l'elettrica ad autonomia estesa Volt che sar lanciata ufficialmente negli Usa il 10 ottobre e arriverà da noi alla fine del prossimo anno, offerta sia in leasing sia in vendita. Silenzio invece sui prezzi e sugli obiettivi di vendita. Ma questo vuol dire che arrivato davvero il momento dell'elettrico? Sono da 37 anni in questo business e non ho mai visto tanto entusiasmo di fronte a una nuova tecnologia afferma sereno l'americano confermandosi ottimista anche per l'andamento del mercato che torner a crescere dal 2012.

Succose anche le altre novità. Si parte dalla Orlando, con il quale Chevrolet entrerà nel segmento dei monovolume compatti a 7 posti, e sarà rinnovato anche il Suv Captiva che vedrà l'utilizzo di un nuovo 2,2 litri Diesel, tipologia di alimentazione che troverà sempre più spazio nelle gamma a cominciare dalla nuova Aveo che, oltre ad un design più grintoso, avrà per la prima volta un 1,3 litri a gasolio e Brannon fa capire che tra quest'ultimo e il 2 litri attuale della Cruze ci sarà anche un'unita di cilindrata intermedia. E a proposito di Cruze, a Parigi vedremo anche la versione due volumi accorciata con la quale attaccare il segmento C. Ricco anche il capitolo delle sportive a partire da Corvette che, dopo la disastrosa gestione di Kroymans, sarà di nuovo commercializzata in Europa dall'autunno e stavolta con il marchio Chevrolet attraverso alcuni concessionari selezionati. Le novità saranno la Grand Sport Coupè e la Z06 Carbon Edition e ci sarà anche la Camaro, sia coupè sia cabriolet. In questo caso però si parla di soli 2mila esemplari all'anno poichè l'auto non ottempera alle norme europee sull'urto ai pedoni.

Brannon tuttavia non vuole rinunciarci ed è sicuro di poterne fare un ulteriore strumento per potenziare l'immagine sportiva della Croce Dorata che già brilla nel Wtcc ed sempre più evidente nello stile di tutti i nuovi modelli.Ma una gamma sempre più ampia e completa non darà fastidio alla cugina Opel? Tutti i grandi gruppi hanno più marchi generalisti e le nostre ricerche dicono che il passaggio di clienti tra Opel e Chevrolet è inferiore all'1%. Questo vuol dire che in quanto a differenziazione - afferma Brannon - siamo molto meglio degli altri, nonostante la sovrapposizione delle reti sia del 25%. Opel è percepita come un marchio tedesco, più votato alla tecnologia, Chevrolet come americana, pi orientata alla convenienza, e i due marchi coprono circa il 10% del mercato. Rimane il restante 90% da conquistare, quindi c'è spazio per entrambi.


ilsole24ore.com

PowerPad, la doccia che riconverte l'energia cinetica


(Rinnovabili.it) - L'acqua, dopo 15 anni di dibattito, diventa diritto inviolabile. E dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il testo “dichiara che l’accesso a un’acqua potabile pulita e di qualità, e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell’uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita”. Nel frattempo non si ferma l'impegno alla salvaguardia e all'uso razionale di una delle risorse più importanti per la sopravvivenza del Pianeta e il genio cinese presenta PowerPad, il concept nato per catturare il calore e l'energia cinetica dell'acqua che utilizziamo per farci la doccia riconvertendoli in energia utile per riscaldare l'acqua del bagno. Questo lo scopo che ha spinto la cinese Haier, ditta leader nella produzione di docce, a progettare e realizzare il concept che diverrà una realtà di mercato tra sei settimane circa. Attualmente in grado di recuperare circa il 15% dell'energia che "fuoriesce" dal rubinetto, l'obiettivo dell'azienda è di aumentare l’efficienza fino al 30% prima della data di commercializzazione. Il concept che potrebbe rivelarsi una vera rivoluzione nel risparmio di acqua ed energia è stato presentato in occasione del SinoCES, il China International Consumer Electronics Show svoltasi a Qindao.


rinnovabili.it

Beppe Grillo: "Ci presentiamo alle politiche"


ELEZIONI Definitiva la decisione del movimento creato dal padre del "Vaffaday". Il comico a favore di un governo di transizione. Collaudato anche il motto: "Loro non si arrenderanno mai, ma gli conviene? Noi neppure"

Grillo: "Ci presentiamo alle politiche" I candidati scelti online tra gli iscrittiIl fondatore del MoVimento 5 Stelle Beppe Grillo

ROMA - Ormai è deciso: Beppe Grillo, comico e fondatore del "MoVimento 5 Stelle" si presenterà alle elezioni politiche. L'artista genovese aveva sempre garantito di non aver intenzione di entrare in politica, ma le ultime vicende parlamentari gli hanno fatto cambiare idea. "Ci presenteremo alle elezioni - ha annunciato nel comunicato numero 34 del suo blog - che siano ora o nel 2013. E ci saremo anche alle elezioni comunali del 2011 che riguardano molti capoluoghi di provincia come Milano, Torino, Bologna e Genova".

In stile con la linea "aperta" e centrata sul web seguita finora, la scelta dei candidati sarà fatta online attraverso il portale dagli iscritti. "Lo stiamo preparando", ha precisato Grillo. Anche il motto è stato collaudato: "Loro non si arrenderanno mai, ma gli conviene? Noi neppure".

La discesa in campo del movimento creato dal padre del "Vaffaday" è destinata a far discutere. Dal suo seguitissimo blog, Grillo si schiera a favore di un governo di transizione: "Andare ora alle elezioni è pura follia, chi le vuole - scrive - non ha chiare tre cose: la prima è che il Paese è in pre-default e non può permettersi un periodo di stallo elettorale di sei mesi senza saltare per aria; la seconda è che l'attuale legge elettorale è una presa per il c...o del cittadino, su cui tutti i partiti si guardano bene di intervenire: non consente il voto diretto al candidato e i parlamentari sarebbero eletti ancora una volta dai capi partito, a loro totale discrezione. La terza - pronostica - è che Berlusconi vincerebbe di nuovo, grazie al controllo totale delle televisioni e all'evanescenza dell'opposizione del Pdmenoelle".

"Una soluzione per guadare la melma in cui siamo immersi - osserva ancora - è un governo tecnico di durata sufficiente a mettere, per quanto si può, sotto controllo il debito pubblico che sta esplodendo nel silenzio generale, per ridare la scelta del candidato agli elettori, per eliminare i rimborsi elettorali ai partiti, nel rispetto del referendum, e per fare una legge sul conflitto di interessi che elimini alla radice il problema Berlusconi".

Quanto all'attuale situazione politica, Grillo definisce ciò che sta accadendo in Parlamento "una telenovelaestiva del governo e dell'opposizione che occupa tutta l'informazione". "Nomi su nomi, raggruppamenti nuovi e vecchi. Interviste a degli ectoplasmi e a cadaveri estratti dai sarcofaghi, come Rutelli - scrive ancora sul web - mentre la miccia dell'economia è accesa, ma nessuno se ne cura. Le aziende fuggono all'estero dopo i cervelli. La disoccupazione aspetta il botto della fine della cassa integrazione dei prossimi mesi". "E' fuor di dubbio - aggiunge - che si stia andando a rotta di collo verso il precipizio, ci rimane da sapere quante ossa ci spaccheremo quando arriveremo al suolo".

"Comunque finisca, questi partiti, queste facce, appartengono all'album dei ricordi, e gli unici a non saperlo sono loro e i giornalisti. Il MoVimento 5 Stelle non compare in quella che questi sorci dell'informazione chiamano 'agenda politica'. Vorrei ricordare - conclude Grillo - che il MoVimento 5 Stelle esiste e ha raccolto mezzo milione di voti in 5 Regioni autofinanziandosi: 0,8 centesimi a voto il costo delle regionali. Il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato 1.700.000 euro di finanziamento ai partiti, gabellati per rimborsi elettorali, mentre i partiti incassano un miliardo di euro".

 


repubblica.it

Grillo si candida a governare il Paese


“Il MoVimento 5 Stelle si presentera’ alle elezioni politiche, che siano ora o nel 2013, e alle elezioni comunali del 2011 che riguardano molti capoluoghi di provincia come Milano, Torino, Bologna e Genova”. Lo annuncia Beppe Grillo. In stile con la linea ‘aperta’ e centrata sul web seguita sino ad ora, “la scelta dei candidati sara’ fatta online attraverso il portale dagli iscritti, che sta arrivando”. Ormai collaudato anche il motto: “Loro non si arrenderanno mai, ma gli conviene?. Noi neppure”.

Il ‘comunicato politico numero trentaquattro’ sul blog di Grillo che annuncia la definitiva discesa in campo del movimento creato dal padre del ‘Vaffaday’, e’ comunque una preoccupata quanto polemica, analisi a sostegno di un governo di transizione, vista “la telenovela estiva del governo e dell’opposizione che occupa tutta l’informazione”.

“Nomi su nomi, raggruppamenti nuovi e vecchi. Interviste a degli ectoplasmi e a cadaveri estratti dai sarcofaghi come Rutelli”, racconta Grillo mentre “la miccia dell’economia e’ accesa, ma nessuno se ne cura. Le aziende fuggono all’estero dopo i cervelli. La disoccupazione aspetta il botto della fine della cassa integrazione dei prossimi mesi. E’ fuor di dubbio – aggiunge – che si stia andando a rotta di collo verso il precipizio, ci rimane da sapere quante ossa ci spaccheremo quando arriveremo al suolo”.

Dunque “andare ora alle elezioni e’ pura follia, chi le vuole – rileva – non ha chiaro tre cose: la prima e’ che il Paese e’ in pre default e non puo’ permettersi un periodo di stallo elettorale di sei mesi senza saltare per aria, la seconda e’ che l’attuale legge elettorale e’ una presa per il c…o del cittadino, su cui tutti i partiti si guardano bene di intervenire: non consente il voto diretto al candidato e i parlamentari sarebbero eletti ancora una volta dai capi partito a loro totale discrezione. La terza – pronostica – e’ che Berlusconi vincerebbe di nuovo grazie al controllo totale delle televisioni e all’evanescenza dell’opposizione del Pdmenoelle”.

“Una soluzione per guadare la melma in cui siamo immersi – osserva ancora – e’ un governo tecnico di durata sufficiente per mettere, per quanto si puo’, sotto controllo il debito pubblico che sta esplodendo nel silenzio generale, per ridare la scelta del candidato agli elettori, per eliminare i rimborsi elettorali ai partiti, nel rispetto del referendum, e per fare una legge sul conflitto di interessi che elimini alla radice il problema Berlusconi”.

“Comunque finisca, questi partiti, queste facce, appartengono all’album dei ricordi, gli unici a non saperlo sono loro e i giornalisti. Il MoVimento 5 Stelle non compare in quella che questi sorci dell’informazione chiamano ‘agenda politica’. Vorrei ricordare – dice ancora Grillo – che il MoVimento 5 Stelle esiste, ha raccolto mezzo milione di voti in 5 Regioni autofinanziandosi: 0,8 centesimi a voto il costo delle regionali. Il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato 1.700.000 euro di finanziamento ai partiti, gabellati per rimborsi elettorali, mentre i partiti incassano un miliardo di euro”.


ilfattoquotidiano.it

Bologna ricorda i suoi 85 morti. Polemiche per l'assenza di rappresentanti del governo


Oggi l'orologio sulla facciata della stazione di Bologna batterà le 10 e 25 e si fermerà per un minuto. Bologna, i suoi abitanti, tutti gli italiani da Nord a Sud ricorderanno quel sabato 2 agosto 1980, quando una bomba nascosta in una valigia della sala d'aspetto di seconda classe uccise 85 persone. I feriti furono oltre 200.

La firma del terrorismo nero. Sono passati trent'anni da quella tragedia, un attentato sui cui si legge la firma del terrorismo nero. Nel '95 sono stati condannati all'ergastolo quali esecutori dell'attentato i neofascisti dei Nar Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti, mentre l'ex capo della P2 Licio Gelli, l'ex agente del Sismi Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte sono stati condannati per il depistaggio delle indagini. Il 9 giugno 2000 la Corte d'Assise di Bologna ha condannato per depistaggio Massimo Carminati, estremista di destra (nove anni di reclusione); quattro anni e mezzo per Federigo Mannucci Benincasa, ex direttore del Sismi di Firenze, e Ivano Bongiovanni legato alla destra extraparlamentare. Ultimo imputato per la strage è Luigi Ciavardini, con condanna a 30 anni confermata nel 2007.

Trent'anni di polemiche. Come accade tutti gli anni, anche questa volta la commemorazione il momento (anche) delle polemiche. A dimostrare, qualora fosse necessario, che la ferita a trent'anni di distanza ancora aperta. Alla vigilia è giunta infatti la notizia dell'assenza di rappresentanti del governo. la prima volta che accade. Il primo a non voler mancare alla manifestazione era stato Giovanni Spadolini nell'81, l'ultimo, l'anno scorso, Sandro Bondi. Ad aprire la polemica il ministro della Difesa Ignazio La Russa: Cos'è successo gli altri anni? - ha detto - I ministri li avete fischiati. E allora avete già la risposta al perché non viene nessuno questa volta,Il ministro La Russa dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa ai familiari delle vittime che ha insultato. Non solo il governo non si presenterà domani alla commemorazione di Bologna dove si ricorderanno gli 85 morti innocenti, ma si permette anche, con arroganza, di offendere i parenti della strage degli innocenti. Lo afferma, in una nota, il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando. Se ogni anno i ministri vengono contestati perché ancora, a distanza di trent'anni dalla strage, non si è fatta luce piena sui mandanti e sugli esecutori. Chi ha perso un familiare e la cui sofferenza non sarà lenita da nessuno, ma ha il diritto di conoscere la verità. E non sarà l'arroganza di La Russa a ostacolare la ricerca di giustizia. A rappresentare l'esecutivo ci sarà il prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia.


ilsole24ore.com